Vivere con presenza… non è forse una delle cose più complicate che esistano?
E non parlo di esserci sempre per gli altri. La presenza che intendo io è quella di vivere nel qui e ora.
La mente corre avanti, il corpo spesso resta indietro, le emozioni vengono ignorate o messe a tacere, siamo ovunque, tranne che qui. Eppure, è proprio nel qui e ora che possiamo tornare a sentirci vive, radicate, intere.
La presenza o mindfulness, per me, non è una tecnica da imparare, ma una qualità dell’essere. È la capacità di abitare ciò che sentiamo, senza fuggire, ed è qualcosa che da sole, spesso, facciamo fatica a mantenere.
Indice
Nei miei incontri, qualunque sia lo strumento (coaching, costellazioni familiari, campane tibetane o altro), cerco sempre di creare uno spazio di presenza autentica.
Uno spazio in cui le persone possano ascoltare le proprie emozioni, senza giudizio. Infatti l’ascolto emotivo è la base del radicamento.
Radicarsi significa tornare nel corpo, sentire i piedi a terra, riconoscere ciò che siamo. Non possiamo essere presenti se siamo scollegate da ciò che proviamo.
Quando un’emozione viene accolta, il corpo si rilassa; quando il corpo si rilassa, la presenza emerge.
Da gennaio ho scelto di lavorare ancora più profondamente sulla condivisione, perché ho visto, ascoltato, sentito sulla pelle quanto il gruppo sia un potente risvegliatore di presenza e consapevolezza.
Nel gruppo accade qualcosa di sottile e potente:
- ci sentiamo viste;
- ci sentiamo accolte;
- smettiamo di credere di essere sole.
La condivisione aiuta anche chi fatica a esprimersi, chi ha un mondo emotivo bloccato, chi ha imparato a tacere per sopravvivere.
Ascoltare l’altra, riconoscersi nelle sue parole, scioglie nodi interiori senza forzature e comprendiamo che:
- non siamo le uniche a sentirci isolate;
- non siamo le uniche a sentirci diverse;
- non siamo le uniche ad avere paura;
- ognuna porta la propria storia e le proprie fragilità.
E ascoltare storie più semplici o più difficili della nostra ci offre sempre una chiave di consapevolezza in più.
Durante uno dei percorsi di coaching di gruppo, una Donna (che chiamerò Maria) è entrata nel gruppo con timidezza.
Dopo il primo incontro mi ha scritto privatamente: “Mi sono sentita subito a casa, compresa e non sola. Grazie Lara, sentivo che con te potevo farlo, mi potevo affidare.”
Queste parole raccontano più di mille spiegazioni. Attraverso la condivisione e la meditazione, in Maria si è risvegliato qualcosa di profondo: il coraggio di sentirsi presente e vista.
Per tutta la vita si era messa al secondo, al terzo, al quarto posto, non per scelta, ma per abitudine.
Alla fine del percorso di cinque incontri, Maria ha condiviso una frase davanti a tutte:
“Finalmente vedo una nuova me e voglio essere lei.”
In quel momento ho sentito con chiarezza perché ho scelto questo lavoro: perché continuo a credere in ciò che faccio, perché queste trasformazioni silenziose sono il mio orgoglio, sono la forza che mi fa andare avanti, anche quando è faticoso, anche quando non si vede subito il risultato.
Per risvegliare la presenza c’è la condivisione. È uno dei ponti più potenti per tornare a casa, dentro di sé.
Questo è il messaggio che desidero trasmettere:
- non sei sola;
- non sei sbagliata;
- puoi tornare presente, un passo alla volta.
Quindi comincia ora: è il momento perfetto per fermarsi, respirare e scegliere di esserci.
Se senti di voler iniziare anche tu a essere presente, ma non sai da dove cominciare, ti metto a disposizione una chiamata conoscitiva gratuita, per esplorare insieme un percorso personalizzato che ti aiuti a ritrovare te stessa, passo dopo passo.